lunedì 13 gennaio 2014

Collana Azteca

Questo lunedi pomeriggio, è la volta di un gioiello realizzato tra i monti... si tratta dell' ultima collana che ho creato a partire da un donut centrale di quarzo ialino, meglio conosciuto come cristallo di Rocca. 

La prima cosa che ho sviluppato è stato il pendente, realizzato con fili di nylon trecciato, color salvia e argento, così come il cinturino; l' intreccio, dall' aspetto etnico, si conclude con due serpentine, una reinterpretazione del serpente a due teste azteco. All' interno delle quali ho incastonato quattro perle, anch' esse di quarzo ialino, così trasparenti da sembrare vetro (come ho voluto evidenziare nella foto scattata in controluce alla finestra). Il cinturino, invece, lavorato a spina di pesce con alcune parti in rilievo, parte da un intreccio che ricorda i templi aztechi e si conclude con degli intrecci a catenella, che assumono la fisionomia di due gocce allungate, prima del classico nodo cordoncino che prelude alla chiusura scorrevole.
A proposito di questo gioiello mi farebbe piacere riproporvi la descrizione dei poteri benefici del cristallo di Rocca, che postai in riferimento a un pendente realizzato con questa pietra qualche tempo fa... penso sia sempre interessante sapere cosa indossiamo e quali vantaggi possiamo trarre dalle pietre che ci piacciono di più. 
Il quarzo ialino, stimolando la percezione psichica, favorisce l' intuizione, la telepatia e in alcuni casi anche la chiaroveggenza, tant'è che ad esso si attribuisce la capacità di prevedere il futuro... le famose sfere di cristallo utilizzate dai maghi nei racconti fantastici sono realizzate proprio con questo minerale!
Dal momento che favorisce la connessione con l' energia cosmica, purifica il nostro campo energetico ed è associato al settimo Chakra, quello della corona situato sulla sommità del capo (fontanella), il cristallo di rocca è indicato per chi pratica la meditazione. Apporta energia, facendola confluire nell' aura e stimola la conoscenza di se stessi in modo da poter affermare la propria natura più profonda; dissolve i blocchi emozionali, rende più socievoli, compassionevoli, calmi e armonici, riequilibra i pensieri ponendo ordine nella mente e induce serenità e benessere.
Il quarzo ialino, aiuta a trovare le risposte giuste al momento giusto e rallenta l' invecchiamento perché accelera la rigenerazione cellulare e dei tessuti, aiuta nella guarigione delle patologie alla tiroide e agli occhi.
Fortifica il cuore (il pendente è a forma di cuore, per l' appunto), il sistema linfatico, le ghiandole e aiuta la circolazione sanguigna; attenua gli stati febbrili e combatte le verruche, calma il sistema nervoso e il dolore alla schiena, soprattutto se abbinato all' ambra.
E' molto efficace contro il mal di testa e i problemi digestivi e intestinali e, se abbinato al diaspro rosso, aiuta a perdere peso; quindi il cristallo di rocca associato alle altre pietre ha la facoltà di potenziarle e, avendo una grande forza universale, può sostituire gli altri cristalli in caso di emergenza!

Il quarzo ialino favorisce il pensiero positivo e può essere caricato con l' intenzione di chi lo indossa: l' ideale sarebbe portare un piccolo cristallo di rocca al collo, come pendente... quindi come farlo, se non abbinato a un' originale ed unica creazione in macramè? ;)

Il Serpente Piumato è il mitico apportatore di civiltà, ma anche il primo maestro spirituale, che supera il peccato e trascende la materia per ridivenire Luce, bruciando le radici dell'Ego. Quetzalcoatl, il dio serpente, signore della creazione, del sapere e del vento, era il re della città degli dei, totalmente puro, innocente e buono. Nessun compito era troppo umile per lui. Spazzava persino i sentieri degli dei della pioggia, così che essi potessero venire a portare acqua alla terra.
Tezcatlipoca, l’astuto fratello di Quetzalcoatl, era il dio dei guerrieri, del cielo notturno e del fulmine. Infuriato per l’ assoluta bontà del fratello, decise, con alcuni amici, di fargli un brutto scherzo: lo trasformò in un furfante in cerca di piaceri dandogli un volto e un corpo da umano. Mostrarono a Quetzalcoatl il suo nuovo aspetto umano in uno specchio fumoso. Appena Quetzalcoatl vide il suo nuovo volto, si sentì posseduto da tutti i desideri materiali che affliggono il genere umano e dichiarò inorridito di non essere più adatto ad essere un re, vergognandosi dinanzi al suo popolo per com’ era diventato. Il dio chiamò a sè Xolotl, il coyote, che era legato a Quetzalcoatl come fosse la sua stessa ombra; Xolotl gli fece un manto di piume verdi, rosse e bianche prese dall’uccello quetzal, una maschera di turchesi, una parrucca e una barba di piume blu e rosse. Poi gli dipinse le labbra di rosso, colorò la sua fronte di giallo e fece in modo che i suoi denti sembrassero quelli di un serpente.
Quetzalcoatl assunse così le sembianze del leggendario serpente piumato. Ma Tezcatlipoca, non pago dello scherzo fatto al fratello, pensò di fargli ulteriormente del male. Gli diede del vino, dicendo che era una pozione per curare la sua malattia. Quetzalcoatl, che non aveva mai bevuto alcolici, si ubriacò. Mentre era stordito, Tezcatlipoca lo convinse a fare l’amore con sua sorella, Quetzalpetatl. Quando ritornò in sé, Quetzalcoatl si vergognò amaramente di quel che aveva fatto e decise di morire. Quetzalcoatl ordinò ai suoi servitori di fare una cassa di pietra, poi vi si stese e rimase lì dentro per quattro giorni. Infine si rialzò e disse ai suoi servitori di riempire la cassa con tutti i suoi tesori più preziosi e di sigillarla. Detto questo il dio si recò sulla riva del mare e lì indossò il manto di piume di quetzal e la maschera di turchesi. Poi si diede fuoco, e di lui non rimase più niente, a parte le ceneri sulla spiaggia. Da queste ceneri sorsero degli uccelli favolosi che salirono al cielo, i quetzal. 
Quando morì Quetzalcoatl il sole non sorse per quattro giorni, poiché il dio era sceso nella terra dei morti con Xolotl per vedere il padre, Mictlantecuhtli. Quetzalcoatl disse a suo padre che era venuto a prendere le preziose ossa che custodiva per popolare la Terra, e il signore dei morti acconsentì. Quetzalcoatl e Xolotl presero le ossa preziose e ritornarono nella terra dei vivi. Quetzalcoatl spruzzò il suo sangue sulle ossa e diede loro la vita. Le ossa divennero il primo popolo, i Toltechi. Il dio insegnò al genere umano molte cose importanti. Egli trovò il mais, che era custodito dalle formiche, e insegnò agli uomini a coltivarlo. Spiegò agli uomini come lucidare la giada, come tessere e come creare mosaici. Ma soprattutto insegnò loro come misurare il tempo e a capire le stelle, stabilendo il corso dell’anno e delle stagioni. Alla fine giunse il giorno in cui il serpente piumato dovette lasciare che gli uomini se la cavassero da soli. Quando quel giorno sorse, apparve nel cielo la stella Quetzalcoatl, ovvero il pianeta Venere. Per questo il dio è chiamato Signore dell’Alba. Alcuni dissero  che Quetzalcoatl fosse andato verso est su una zattera di serpenti, e che un giorno sarebbe tornato.

VENDUTA!