sabato 27 dicembre 2014

Fortuna e amore per l' anno che verrà!

Cari amici vicini e lontani che ogni tanto sbirciate il mio blog e che siete sempre i benvenuti, al volgere di quest' anno il rosso ha ispirato la mia fantasia... un po' perché siamo in periodo natalizio e un po' perché un Capodanno degno di questo nome indossa questo colore, la mia ultima creazione rispetta appieno la tradizione!

In realtà, chi ama questo colore e lo porta con orgoglio e fascino non si limita ad indossarlo solo in questo periodo, ma anche durante l' anno e questo gioiello è rivolto proprio a chi lo apprezza e sente il rosso come parte della sua personalità. O a chi lo porta volentieri magari abbinato ad un abito scuro o in tinta.
La pietra che ho incastonato nella lavorazione a nodi è una giada di provenienza cinese che rappresenta un idolo ed è lavorata a bassorilievo, mentre le perle sono di quarzo arancione. La chiusura è regolabile a seconda delle preferenze, anche se, a mio avviso, va indossata piuttosto accollata dal momento che il pendente è importante ed è bello che sia messo in evidenza stando appoggiato sul petto. La giada in Cina viene sempre abbinata a un filo rosso, simbolo di fortuna, ed è considerata più preziosa dell' oro; è sempre stata un oggetto mitico perché fin dai tempi antichi veniva usata nei riti e nella divinazione.
Gli antichi credevano che la giada si fosse formata dove si erano posate le fenici e vi fossero accumuli di yang, il principio maschile e positivo della natura e che, durante le notti di luna piena, delle donne nude la lavassero perché soltanto facendo appello allo yin,  il principio femminile, la giada si sarebbe potuta purificare e avrebbe ottenuto l’essenza del Cielo e della Terra. Questa credenza influenzò i cinesi per numerosi secoli.
Si credeva, inoltre, che la giada allontanasse gli spiriti maligni. Sono stati rinvenuti numerosi oggetti funerari in giada nelle tombe risalenti alla dinastia Zhou del XI secolo a.C. e, in quel periodo, si usavano dei pezzi di giada per ricoprire i cadaveri. Durante la dinastia Han, dal 206 a.C.-220 d.C., questa usanza si sviluppò ulteriormente. Si cucivano dei pezzi di giada quadrati e piatti con del filo d’oro per farne un abito funerario che veniva messo ai funzionari dello Stato perché il corpo non cedesse alla decomposizione. Nel 1971 nelle tombe del principe Jing degli Han Occidentali e della sua consorte furono trovati due abiti in giada con i quali erano stati rivestiti i due defunti.


La giada veniva impiegata per scolpire urne divinatorie a forma di animali e bachi da seta, ornamenti e oggetti rituali, come le asce e le accette che simboleggiavano il potere ed era una pietra nobile che rappresentava uno status sociale elevato.
Per quanto riguarda le proprietà benefiche della giada, che sono davvero numerose, vi rimando ai numerosi post che le ho dedicato in passato...
Spero con tutto il cuore che la mia creazione vi piaccia e vi auguro di trascorrere una lieta notte di San Silvestro e di affrontare l' anno nuovo con gioia, passione e coraggio affinché possiate attirarvi fortuna, amore, salute e creatività per tutti i mesi a venire!
Vi abbraccio,
- Aquilegia Azzurra-



Nessun commento:

Posta un commento