sabato 27 dicembre 2014

Fortuna e amore per l' anno che verrà!

Cari amici vicini e lontani che ogni tanto sbirciate il mio blog e che siete sempre i benvenuti, al volgere di quest' anno il rosso ha ispirato la mia fantasia... un po' perché siamo in periodo natalizio e un po' perché un Capodanno degno di questo nome indossa questo colore, la mia ultima creazione rispetta appieno la tradizione!

In realtà, chi ama questo colore e lo porta con orgoglio e fascino non si limita ad indossarlo solo in questo periodo, ma anche durante l' anno e questo gioiello è rivolto proprio a chi lo apprezza e sente il rosso come parte della sua personalità. O a chi lo porta volentieri magari abbinato ad un abito scuro o in tinta.
La pietra che ho incastonato nella lavorazione a nodi è una giada di provenienza cinese che rappresenta un idolo ed è lavorata a bassorilievo, mentre le perle sono di quarzo arancione. La chiusura è regolabile a seconda delle preferenze, anche se, a mio avviso, va indossata piuttosto accollata dal momento che il pendente è importante ed è bello che sia messo in evidenza stando appoggiato sul petto. La giada in Cina viene sempre abbinata a un filo rosso, simbolo di fortuna, ed è considerata più preziosa dell' oro; è sempre stata un oggetto mitico perché fin dai tempi antichi veniva usata nei riti e nella divinazione.
Gli antichi credevano che la giada si fosse formata dove si erano posate le fenici e vi fossero accumuli di yang, il principio maschile e positivo della natura e che, durante le notti di luna piena, delle donne nude la lavassero perché soltanto facendo appello allo yin,  il principio femminile, la giada si sarebbe potuta purificare e avrebbe ottenuto l’essenza del Cielo e della Terra. Questa credenza influenzò i cinesi per numerosi secoli.
Si credeva, inoltre, che la giada allontanasse gli spiriti maligni. Sono stati rinvenuti numerosi oggetti funerari in giada nelle tombe risalenti alla dinastia Zhou del XI secolo a.C. e, in quel periodo, si usavano dei pezzi di giada per ricoprire i cadaveri. Durante la dinastia Han, dal 206 a.C.-220 d.C., questa usanza si sviluppò ulteriormente. Si cucivano dei pezzi di giada quadrati e piatti con del filo d’oro per farne un abito funerario che veniva messo ai funzionari dello Stato perché il corpo non cedesse alla decomposizione. Nel 1971 nelle tombe del principe Jing degli Han Occidentali e della sua consorte furono trovati due abiti in giada con i quali erano stati rivestiti i due defunti.


La giada veniva impiegata per scolpire urne divinatorie a forma di animali e bachi da seta, ornamenti e oggetti rituali, come le asce e le accette che simboleggiavano il potere ed era una pietra nobile che rappresentava uno status sociale elevato.
Per quanto riguarda le proprietà benefiche della giada, che sono davvero numerose, vi rimando ai numerosi post che le ho dedicato in passato...
Spero con tutto il cuore che la mia creazione vi piaccia e vi auguro di trascorrere una lieta notte di San Silvestro e di affrontare l' anno nuovo con gioia, passione e coraggio affinché possiate attirarvi fortuna, amore, salute e creatività per tutti i mesi a venire!
Vi abbraccio,
- Aquilegia Azzurra-



domenica 28 settembre 2014

E un lavoro su commissione...

Già che ci sono, visto che mi piace rendervi partecipi della mia creatività, posto brevemente un paio di foto di una creazione che mi è stata commissionata per recuperare un donut di giadeite che era legato insieme ad alcune perle con un filo, che non rendeva giustizia alla preziosità del minerale... 
Mi è stato chiesto di creare una cosa semplice e discretamente impegnativa... ed ecco qui il risultato! 

Improvvisazione in verde...

Cari amici di Aquilegia,
dopo un breve restyling del mio blog, eliminando i post ormai in disuso e aggiornando quelli di maggior successo, desidero dedicare una parte della serata alla presentazione di una mia nuova creazione.

Nel realizzarla, questa volta, non avevo in mente uno schema preciso e per questo motivo il titolo del post è "improvvisazione in verde"... in casa avevo una crisocolla, alcune perle di malachite e di giada e un po' di quarzo azzurro. Osservandoli accostati e notando che l' abbinamento delle loro tonalità stava bene, ho iniziato a fantasticare di unirli con dei fili in tinta e il risultato eccolo qua!
Per quanto riguarda le proprietà di questi minerali, vi ho già illustrato quelle di giada e quarzo azzurro in post precedenti, pertanto la mia attenzione oggi si soffermerà sulla malachite e sulla crisocolla, due pietre semi preziose di cui non abbiamo mai parlato.
La malachite è un carbonato basico di rame, che corrisponde al III e al IV Chakra, ovvero il Manipura, situato tra o sterno e l' ombelico, e l' Anahata, sul cuore.
E' una pietra dal forte potere assorbente ed è ottima per lenire qualsiasi tipo di dolore; agisce beneficamente sul pancreas, sui reni e sul fegato, disintossicandoli. Inoltre è utile per chi ha problemi cardio- circolatori.
Fa bene nel caso di disturbi mestruali e facilita il parto; essendo una pietra benefica per l' apparato riproduttivo, aiuta anche nel caso di problemi agli organi sessuali femminili.
Favorendo i sogni e il sonno, ci consente di far affiorare il nostro subconscio, consentendo la comprensione di noi stessi; ci rende più consapevoli e amorevoli nei confronti del prossimo e allontana lo stress.
La malachite riequilibra lo spirito e promuove il senso estetico, la sensualità, l' amicizia e la giustizia, rendendo la vita avventurosa ed intensa; è anche un potente amuleto perché, se superiore a 19 grammi, allontana il malocchio e gli affari non remunerativi. Se avverte il pericolo lo segnala spaccandosi in due.
La crisocolla è una pietra che bene si accompagna alla malachite, sia per composizione sia per proprietà; agisce beneficamente sul V Chakra, Vishuddha, della gola. E' un ciclosilicato di rame idrato.
Questo minerale, dal colore verde azzurro, con intrusioni tendenti al bruno, aiuta a sviluppare pazienza, gentilezza e tolleranza ed è una pietra femminile perché rende più materne le donne e aiuta gli uomini ad avvicinarsi con più sensibilità alle questioni che la richiedono.
Equilibra le emozioni violente e aiuta a mantenere la lucidità mentale; combatte lo stress e stabilizza gli sbalzi di umore. Come la malachite, allevia i dolori mestruali e facilita il parto, decontraendo le tensioni. Riporta equilibrio nel corpo e nell' anima, in seguito ad aborti o a isterectomia.

Rafforza il fegato ed è efficace per abbassare la febbre e curare le ustioni.
Alcune tribù di Indiani d' America usavano la crisocolla per rafforzare la resistenza del corpo alle intemperie e per calmare lo spirito dopo turbolenze emotive.
Nell' antico Egitto era il minerale della negoziazione ed era usata da membri del consiglio reale e da commercianti; era chiamata anche "Pietra del Saggio". Cleopatra portava con sé gioielli di crisocolla ovunque andasse.
Con questa piccola curiosità vi saluto, augurandovi una buona serata e sperando che la mia creazione catturi i vostri sguardi e vi trasmetta gioia e serenità mentali!
Un bacio a tutti,
-Aquilegia Azzurra-


VENDUTA

domenica 14 settembre 2014

Amuleto tribale "Rosa di Giada"

Ancora una volta desidero riproporvi su questo blog un minerale che secondo me è meraviglioso e che si può trovare in numerose varianti: la giada.

Il medaglione che ho incastonato è di provenienza cinese ed è lavorato come se fosse un rosone. Con il nome di giada sono commercializzati diversi minerali ed è necessario, innanzi tutto, distinguere tra nefrite e giadeite: si posso identificare a prima vista perché la prima è più scura, verde muschio e tendente al "nero", la seconda, invece, è quasi verde acqua.
Nefrite
La nefrite è un minerale il cui nome deriva dal greco "nephron", cioè rene, perché nell’ antichità la si utilizzava come amuleto per proteggere i reni. Si tratta di una varietà di actinolite che può presentarsi in moltissimi colori: giallastro, bruno, rossastro ma anche bianco o grigio, ma la più pregiata è la qualità verde. La si può trovare anche  maculata o striata. Ha una lucentezza simile a quella della giadeite, così come la durezza e la gamma di colori, e viene con questa facilmente confusa e comunemente indicata col termine generico di giada.

Quando forma aggregati microcristallini ha una struttura fibrosa che, unita all'elevata durezza, la rende molto più tenace della giadeite. Quando invece è monocristallina è fragile.
Giadeite
La giadeite è un minerale il cui nome deriva dallo spagnolo "pedra de ijada", ossia pietra del fianchi, dato il suo presunto potere benefico sui lombi e sui reni. La giadeite è una delle componenti della giada e fa parte dei pirosseni alcalini assieme all'egirina, con cui forma soluzioni solide. È un inosilicato importante in ambito metamorfico, perché se reagisce con acqua dà il glaucofane, che assieme al granato forma le eclogiti. Un'altra reazione che coinvolge la giadeite, sempre in ambito metamorfico, è quella con il quarzo a dare il feldspato plagioclasio albite.
Il colore della giadeite è caratterizzato da sfumature bianche e verdi del tutto particolari, uniformi o a macchie, con lucentezza grassa e aspetto traslucido che la rendono particolarmente apprezzata dai popoli orientali. I giacimenti principali si trovano nelle zone alluvionali della Birmania.
Un tempo, sotto il nome giada, si trovavano in commercio anche altri minerali, che in seguito vennero definiti, più appropriatamente, serpentina. Essa ha lo stesso aspetto della giada e si trova nei medesimi giacimenti, tuttavia è più malleabile e meno resistente della nefrite e della giadeite.

I più antichi oggetti di giada rinvenuti risalgono a circa 7.000 anni fa; la sua durezza fece sì che per moltissimo tempo venisse utilizzata per produrre armi, come nell’ America precolombiana dove veniva estratta per realizzare coltelli rituali.
Dopo la conquista del centro America da parte degli spagnoli, si perse l'arte dell'intaglio, mentre in Cina la lavorazione non ha mai avuto soste e per oltre 5.000 anni la giada venne usata per realizzare oggetti di culto. In Cina, fino alla metà del Settecento, veniva lavorata esclusivamente la nefrite; in seguito si iniziò a lavorare anche la giadeite importata dalla Birmania.
La giada rafforza la milza, il fegato e il cuore. Riattiva la circolazione, purifica il sangue e stimola il sistema immunitario.
Ha proprietà riequilibranti per l’intero organismo. È benefica per l’attività renale e combatte i gonfiori alle gambe e alle ginocchia; è collegata al IV Chakra, quello del cuore e stimola l’
amore e la compassione.
E’ la pietra di Venere, pertanto, nello zodiaco, è un portafortuna per i segni governati da tale pianeta: la Bilancia e il Toro.
La giada ha proprietà calmanti, rasserenanti e lenitive degli stati d’animo turbati. Elimina la paura, consola e invita alla benevolenza. Aiuta il cuore a trovare la compassione per prendere le giuste decisioni. Riequilibra le emozioni e dona chiarezza di idee, spingendo al rinnovamento.
In questa pagina, vi posto anche due foto per farvi capire qual è la nefrite e qual è la giadeite: il medaglione da me incastonato in questo collier tribale è di nefrite.
Le perle invece sono di quarzo aranciato e richiamano il colore del filo color ruggine.
Spero , come sempre che la mia creazione vi piaccia e di esservi stata utile per scoprire qualche curiosità in più su questa meravigliosa pietra ricca di storia e di proprietà benefiche!
Un bacio a tutti,
- Aquilegia Azzurra-


 

Creazioni

sabato 30 agosto 2014

Girocollo Floreal

... e dopo solo 15 giorni rieccomi con una nuova collana macramè!
Questa volta sono riuscita a non far trascorrere troppo tempo dalla mia ultima sortita sul mio blog, quindi oggi desidero presentarvi questa creazione che ho realizzato in ben due settimane...! In realtà ho impiegato così tanto tempo perché mi ci sono dedicata tutti i giorni per poco e perché, in corso d' opera, ho dovuto studiare la tecnica per realizzare la parte del pendente!
La pietra che ho incastonato con un sistema a "pressione", in modo da "inscatolarla" nella lavorazione (se così si può dire), è un' agata arborizzata; un minerale a dir poco stupendo che sembra quasi una murrina perché le striature al suo interno sembrano in rilievo, come se fossero sospese sulla struttura. Purtroppo dalle foto non si riesce a vedere bene l' effetto e me ne rammarico.
Questo minerale è un biossido di silicio, fa parte della famiglia dei quarzi e presenta una durezza 7 della scala Mohs; questa scala è un criterio empirico, studiato dal mineralogista tedesco Friedrich Mohs nel 1812, per stabilire la durezza dei materiali, partendo da quello più morbido, il talco, per arrivare a quello più duro, il diamante. La valutazione va da uno a dieci e qui sotto vi riporto la classificazione, affinché possiate farvene un' idea:


  1. Talco, Grafite
  2. Gesso, Zolfo
  3. Calcite
  4. Fluorite
  5. Apatite
  6. Ortoclasio, Feldspato
  7. Quarzo
  8. Topazio
  9. Corindone, Zaffiro, Rubino
  10. Diamante
Ovviamente, esistono anche i minerali che si collocano a metà tra una durezza e l' altra, come ad esempio, il turchese che è tra 5 e 6, la tormalina a 7.5, la giada che va da 6.5 a 7.
Il Chakra al quale corrisponde l' agata arborizzata è il IV, quello del cuore, legato all' elemento Aria e le cui attività sono la trasformazione in perdono e l' amore.
Questo minerale, in particolare, assicura vitalità, salute stabile e un sistema immunitario efficiente, aiutando la guarigione degli stati infettivi; risveglia nell' individuo lo spirito battagliero e aiuta a percepire le difficoltà come provocazioni per migliorare se stessi e crescere interiormente.
Rafforza la perseveranza e infonde coraggio, rendendo la persona consapevole della sua forza, ispira calma e stabilità.
L' agata arborizzata ha una colorazione biancastra, aspetto opaco e inclusioni ramiformi verde muschio; come struttura è simile all' Agata muschio, con ramificazioni o chiazze bruno-verdastre su fondo verde grigio, mentre l' Agata albero presenta ramificazioni verdi su fondo bianco latte. Tutte e tre le gemme sono legate alla Natura e alla Terra e un tempo erano conosciute come "pietre del giardiniere".
I principali produttori sono il Brasile, lo Sri Lanka, l' Utah, il Maine, il Messico, il Colorado e l' Africa.
Nella realizzazione di questa collana ho anche voluto inserire alcune perline in acciaio, che bene si intonano con la metallizzazione dei fili azzurri. 
La lavorazione è molto varia e, questa volta, ho voluto realizzare il cinturino con la tecnica a torciglione perché mi sembrava si adattasse bene alle fattezze arboree della composizione.
Le perle incastonate nelle curve che caratterizzano la parte iniziale del girocollo, sono di quarzo azzurro, così come quelle che ho inserito nella raggiera del pendente.
L' aspetto di questa creazione ricorda un po' l' edera: si avvolge intorno al collo di chi la indossa, abbellendolo con le sue tortuose evoluzioni!


Creazioni

sabato 16 agosto 2014

Girocollo "Angel"

Carissimi amici di Aquilegia Azzurra,
sono tornata dopo tre mesi di imperdonabile assenza...
L' altro giorno, come risvegliandomi da una sorta di "vegetazione creativa", mi sono vergognata di me stessa per non essermi più dedicata alla mia passione, al mio blog e a voi; se c'è una cosa che non mi è mai piaciuta è vedere blog e siti abbandonati. Talvolta mi capita di finire su pagine dimenticate, le cui ultime pubblicazioni risalgono a tempi immemori e ciò mi riempie di malinconia... è un po' come vedere una casa abbandonata o un locale che prima brulicava di vite, vuoto e sprangato. In queste occasioni provo sempre tristezza nel pensare alla polvere che si deposita piano piano sui mobili, creando strati sempre più spessi, al degrado che si impossessa delle suppellettili, rovinandole, e al buio che regna sovrano laddove una volta c' erano sole e luce.
Il mio blog, in questi ultimi mesi, ha fatto la stessa fine!
Purtroppo, un po' perché il mio collo, che disgraziatamente tengo sempre contratto quando lavoro, reclamava una pausa, un po' perché trascorrevo più ore fuori che a casa, i miei fili sono stati dimenticati in un cassetto. Ho dovuto aspettare la settimana di Ferragosto per dedicarmi nuovamente a loro e prendere in mano la mia fantasia. 
In questi giorni ho così realizzato il girocollo che vedete nelle fotografie e che ho battezzato "Angel" perché, nonostante quelle ai lati siano due foglie, assomigliano anche molto a due ali d' angelo; il colore azzurro e metallizzato lo rende molto luminoso, per non parlare delle perline di acciaio e dei piccoli quarzi rotondi che ho inserito nella composizione. Quindi, essendo così "splendente", l' ho immaginata come una creazione "angelica".
La pietra incastonata al centro è un quarzo blu, con venature bianche che, nella foto, non si vedono molto bene, ma che risaltano moltissimo in controluce e sotto il sole.
Il quarzo azzurro è perfetto per calmare il nervosismo e lo stress causati dal logorio del lavoro e della vita quotidiana e per attenuare il senso di colpa; fa recuperare la fiducia in se stessi e l' autostima e attenua le infiammazioni del cavo orofaringeo e della tiroide.
La composizione chimica di questo quarzo è biossido di silicio con intrusioni di altri minerali e presenta una cristallizzazione trigonale; corrisponde al quinto Chakra e andrebbe indossato a contatto della pelle all' altezza della gola. Questo Chakra, infatti, è localizzato a quel livello e, nel momento in cui esso è aperto, si ascolta e si dice la verità e si permette alle cose di accadere come dovrebbero. Purifica la conoscenza e la comunicazione e consente di esprimersi in modo creativo. Fisicamente, la sua apertura, apporta dei benefici a cervicali, spalle, tiroide, gola e udito.
In passato si usava ottenere il quarzo blu colorando quello trasparente con il cobalto, pratica oggi abbandonata, vista la tossicità di quest' ultimo! Oggi, in Brasile, si usa colorare il quarzo incolore sottoponendolo a raggi gamma combinati a un trattamento termico particolare.

Il quarzo azzurro calma la rabbia e rende più lucidi nei momenti di tensione.
Vi lascio, dunque, in questa giornata post- Ferragosto, alla mia ultima creazione e all' immagine del Chakra sul quale agisce beneficamente e concludo promettendo a me stessa e a voi di aggiornare le mie pagine con più frequenza! Un buon week- end a tutti voi e a presto!
-Aquilegia Azzurra-


Creazioni

martedì 20 maggio 2014

Amuleto Silyen

Ciao a tutti, amici e lettori miei... approfitto di questo pomeriggio a casa, per presentarvi una creazione un po' particolare e che si differenzia dalle mie altre, realizzate con i minerali. Per la prima volta, infatti, ho incastonato una pietra fossile: un' ammonite.
L' acquisto risale a un mese fa, quando, per caso, passai davanti alla bancarella di ambulanti, sulla quale trovai anche la fluorite del post sottostante. Tra le varie meraviglie adagiate sul tavolo, questo fossile attirò la mia attenzione e, immediatamente, lo visualizzai sotto forma di pendente; ho aspettato diversi giorni prima di incastonarlo e di decidere la forma che avrei voluto dare alla lavorazione. Ogni tanto lo osservavo e mi chiedevo come avrei potuto valorizzare la forma spiraleggiante dell' ammonite con una serie di nodi... Alla fine, cercando ispirazione nel quotidiano e in rete, ho pensato che si sarebbe intonata con dei motivi concentrici, così da richiamare con l' intreccio, il motivo della pietra.
Il filo che ho scelto, e di cui, lo ammetto, disponevo in maggiore quantità era di un bel blu notte; nelle mie creazioni, talvolta devo scendere a compromessi nella scelta del filo, poiché mi ci vogliono svariati metri durante la lavorazione: vi basti pensare che per questa collana se n'è andato un intero rocchetto da cento metri! Sembra impossibile vero? E, purtroppo, molte volte, le rimanenze sono poco utilizzabili perché non sono della misura adeguata ad altri lavori... In ogni caso, l' abbinamento di questo filo con la pietra mi piace molto perché la pone in evidenza senza contrastare eccessivamente con essa.
La chiusura che ho scelto di realizzare è scorrevole, perché mi sembrava più adatta a un gioiello etnico come questo e per lasciare maggior libertà a chi la indosserà: c'è chi ama le collane corte e chi ama le collane lunghe, anche se, a mio avviso, questa va indossata piuttosto accollata.
La forma di questa creazione è a goccia e la lavorazione lo rende simile a un gioiello antico, voi che ne dite? A me ricorda qualcosa di greco o di celtico, viste le spirali...
Le ammoniti sono considerate i fossili per eccellenza, erano molluschi cefalopodi comparsi quattrocento milioni di anni fa, nel Devoniano Inferiore, ed estinti nel Cretaceo Superiore. Erano animali marini, caratterizzati da una conchiglia suddivisa in scomparti, dei quali l' animale abitava solo l' ultimo, mentre gli altri erano utilizzati come camere d' aria e consentivano all' organismo di mantenere il galleggiamento, perché riempiti di gas e di liquido camerale.
La conchiglia delle ammoniti è di carbonato di calcio ed è costituita da una spirale avvolta su un piano. Il loro aspetto ricorda quello delle corna di un montone: il dio egizio Amon era raffigurato con le corna di montone e, Plinio il Vecchio, definì questi fossili "Ammonis cornua", da cui derivò il nostro vocabolo "ammonite". La fossilizzazione avviene quando la silice contenuta nel sottosuolo si sostituisce gradualmente alle molecole organiche e, nelle camere, si possono trovare delle zone agatizzate.
Dal punto di vista terapeutico le ammoniti aiutano ad espellere i sentimenti fossilizzati e stagnanti, quali la rabbia repressa o la creatività frustrata, al livello del bassoventre.
La forma a spirale rappresenta il flusso di energia che dalla Terra sale verso il Cielo, in una sorta di ascensione spirituale ed evolutiva.
La spirale, come nella tradizione druidica, è simbolo di sviluppo, di crescita e di espansione, rappresenta il fluire di Energia Cosmica e il continuo divenire, nell' equilibrio degli opposti: luce e oscurità, maschile e femminile, bene e male, Yin e Yang. E' il simbolo della vita eterna, della rotazione della Galassia e dell' Universo sulla Terra fissa e del susseguirsi delle stagioni. Ogni cosa ruota intorno a un suo centro, a un ventre dal quale ha origine. Il nome di questo amuleto, proprio perché caratterizzato da questo  potente simbolo di evoluzione celtico, fa parte della medesima tradizione. Silyen significa "nato dal sole".
Le spirali presenti in questa composizione sono orarie e antiorarie.
La spirale oraria, per i Druidi, rappresentava il sole e l' estate, il sentiero della spiritualità che percorre l' anima che si evolve e che tende alla perfezione. La Morte non è altro che un cambiamento di stato all' interno della stessa Vita, della stessa Esistenza: muore il corpo, ciò che è materiale, ma lo Spirito permane e si fonde con il Tutto. Va dall' interno verso l' esterno, indica espansione, ed ha una valenza Yang.
La spirale oraria indica il movimento con il sole ed equivale ad essere in armonia con la Terra.
La spirale antioraria, invece, rappresenta l' acqua, l' aspetto più femminile e introspettivo, dall' esterno verso l' interno. E' il sole eclissato, la stagione invernale, il periodo in cui si riflette e si trova la luce interiore, è Yin.
Le magie e gli incantesimi si effettuano con un movimento spiraleggiante antiorario, che rappresenta la volontà come forzatura dello sviluppo naturale delle cose.
Direi quindi, cari amici di Aquilegia, che questo gioiello può essere utilizzato come un vero e proprio amuleto, nell' aspirazione a diventare persone migliori, ad evolversi spiritualmente e a non temere la Morte, bensì a considerarla come parte della Vita stessa. Insomma, è proprio un amuleto per chi desidera sentirsi ispirato e "immortale"!


Creazioni

sabato 3 maggio 2014

Collana "Ciocca"

Rieccomi tra di voi, carissimi, per presentarvi la new entry di cui vi ho accennato nel post precedente. Sono riuscita a tornare sul mio blog, questa volta, in un tempo discretamente breve, così non vi ho abbandonato per troppi giorni... :D
La collana che desidero mostrarvi è stata realizzata partendo da una pietra di fluorite centrale, sviluppando una lavorazione, per così dire, a fisarmonica, che a me ricorda un po' delle ciocche. Avete presente i fiocchi che si acquistano sotto forma di una striscia e che si arricciano tirando i fili? Ecco! A me, le "volute" della mia creazione, ricordano un po' quei nastri...
Ho voluto anche inserire alcune perle di ametista, incastonandole in intrecci che assomigliano ad occhi e che mi fanno pensare a una sorta di Terzi Occhi (giusto per stare in tema con le proprietà dei minerali che ho scelto), oppure, se siete più filo egiziani, possono essere interpretati come Occhi di Ra, simbolo di protezione. Insomma, questa collana da libero sfogo alla fantasia di chi la osserva e di chi la indosserà, oltre che a quella di chi l' ha creata! 
Ho pensato, poi, di realizzare una chiusura scorrevole, un po' per differenziarla dalle altre collane, un po' per permettere a chi la porterà di regolarla a piacimento.
E ora, per la vostra e la mia curiosità mineralogica, eccovi di seguito le proprietà benefiche di queste due bellissime pietre spirituali ed evolutive: la fluorite e l' ametista.
La fluorite è un algenuro, composto da fluoruro di calcio, che può essere di origine primaria, secondaria o terziaria; si sfalda in cristalli ottaedrici ed è un minerale di natura magmatica. La sua lucentezza è vitrea e, normalmente, si trova nei colori verde, viola, giallo, arancio, azzurro, rosa e nero, con la particolarità di coesistere nello stesso esemplare, come nel caso della fluorite scelta da me, che è contemporaneamente viola, verde e trasparente. Se esposta al sole, può cambiare colore, per poi tornare come prima durante la notte.
Il nome fluorite deriva dal latino “fluere”, ovvero fondere: il suo aspetto ricorda quello del vetro fuso, molto brillante e, già nell’ antica Grecia era paragonata, insieme al quarzo e al vetro colorato, alle pietre preziose. Inoltre, se viene esposta i raggi ultravioletti, presenta il fenomeno della fluorescenza.
Per quanto riguarda i benefici sul fisico, la fluorite aiuta quando si soffre di  artrite, perché favorisce l’ assorbimento del calcio e rafforza le ossa, combattendo rigidità e problemi alle articolazioni; è indicata anche per rafforzare i denti. Aiuta a convivere con le allergie e a superare i problemi psicosomatici e favorisce l’ attività del sistema nervoso e l’ attività cerebrale.
La fluorite, essendo correlata al sesto Chakra (Terzo Occhio) e al settimo (Corona), infonde libertà di pensiero ed è consigliata nella meditazione, perché porta ordine a livello emotivo e consente un maggior radicamento, pur mantenendo l’ energia vitale della persona ad un alto grado di apertura. Allinea il corpo alla mente e la porta in sintonia con lo spirito, canalizzando nella persona le energie della meditazione. Sviluppa la creatività e la fantasia e permette di mantenere la propria personalità e forza interiore, senza farsi condizionare da agenti esterni: infonde fiducia per quanto riguarda la realizzazione di se stessi.
Stimola la facoltà logica e cognitiva della persona, che riesce con maggiore facilità a percepire le relazioni tra le cose e a rielaborare le informazioni con chiarezza, dissipando la confusione mentale. Infatti, amplifica la carica elettrica dei neuroni e stimola le loro connessioni. E’ utile anche per placare l’ emicrania perché favorisce la dissoluzione delle energie in eccesso.  Aiuta ad abbandonare le dipendenze, le idee ricorrenti e gli schemi psicologici e di comportamento atavici e limitanti. Induce a migliorare se stessi.
Per ottenere benefici sul piano spirituale, si consiglia di portare la fluorite con sé, a contatto con la pelle e l’ ideale sarebbe indossarla sotto forma di collana o di bracciale; sul piano fisico, si può applicare il minerale direttamente sulla parte da trattare e, gruppi di cristalli di fluorite, si possono collocare nell’ ambiente per favorire l’ ordine mentale e la concentrazione sul proprio lavoro. La fluorite è correlata all’ elemento Fuoco, energia maschile e forza di volontà.
L'ametista, invece, è un biossido di silicio che cristallizza secondo schema trigonale ed  è la varietà di quarzo ritenuta più bella e preziosa,  è spesso imitata con il vetro, ma la contraffazione non è mai perfetta ed è riconoscibile perché mostra al suo interno piccolissime bolle d'aria. E' considerato uno dei cristalli più benefici, dopo il Quarzo Ialino. Il colore dell'ametista è il viola, dalla tinta più marcata ad una tinta quasi rosata. Essa si armonizza molto bene con l' agata viola, sia per quanto riguarda il colore, sia per quanto riguarda le proprietà. La sua colorazione dipende dalla sostituzione di atomi di silici con quelli di ferro. Presenta delle caratteristiche inclusioni, dovute a piccoli canali paralleli contenenti liquido e talvolta mostra anche delle striature bianche, in zone in cui la predominanza di silici al posto del ferro hanno lasciato la colorazione originaria del quarzo.
L’ ametista corrisponde al Chakra del Terzo Occhio e si abbina molto bene alla fluorite, come nel caso di questa creazione. Allevia il mal di testa, combatte l'insonnia, rinforza le ghiandole endocrine ed il sistema immunitario e si dice aiuti a combattere gli effetti dell'alcol. Ha la proprietà di assorbire le energie negative e nefaste e, grazie alla frequenza del raggio violetto, trasformarle in qualità positive. Proprio per questa ragione è utilizzata anche per ricaricare gli altri cristalli.
E' positiva per tutti i disordini di origine psichica, altra caratteristica che la rende idonea all’ abbinamento con la fluorite, ed ha influenza sul lato destro del cervello, sulla ghiandola pituitaria e pineale e allevia le infiammazioni ghiandolari; favorisce l'introspezione e la spiritualità, e per questo motivo è indossata anche dai sacerdoti ebrei e dai vescovi cattolici.
Una piramide di ametista posta sul VI o sul VII Chakra calma, rilassa ed allevia le cefalee. Posta in mezzo ad una stanza, invece, favorisce la serenità e la concentrazione.
Serve per molti disturbi a carico dell'apparato circolatorio ed in particolare per la pressione bassa, per il diabete, per l'anemia e per tutte quelle malattie del sangue per cui è utile stimolare la produzione di globuli rossi. Aiuta infine a riequilibrare i disturbi del metabolismo, specialmente quando derivano da squilibri ormonali, in caso di malattie o debolezza del pancreas e di debolezza del sistema immunitario e viene utilizzata anche per curare le disfunzioni della cute (foruncoli).
L'ametista è un cristallo che porta molta introspezione, aiuta nella mancanza di chiarezza, stimola la spiritualità, l'intuizione e l'apertura del cosiddetto Terzo Occhio e giova a chi ha difficoltà a meditare, come la fluorite.
Da un punto di vista emotivo e comportamentale, è adatta praticamente a chiunque, perché tende a portare equilibrio negli eccessi: da un lato stimola e dona sicurezza a chi è insicuro e soffre di complessi di inferiorità, mentre dall'altro smorza iperattività, irrequietezza, isteria, manie, eccessi di egoismo e di egocentrismo. Si tratta di una pietra molto adatta a tenere sotto al cuscino o sul comodino accanto al letto, poiché preserva da incubi ed allucinazioni, e aiuta in caso di insonnia stimolando anche i sogni profetici.
E' spesso considerata una pietra d'amore, poiché stimola chi ha difficoltà ad amare o a lasciarsi andare ai sentimenti e sviluppa la passionalità. Per questo motivo è la pietra portafortuna degli amanti, oltre che degli studenti, perché mantiene viva la mente e sollecita la memoria, e dei viaggiatori ai quali infonde coraggio; difende anche dai ladri, dai pericoli e dai danni. Indossata, pone fine alle paure, ridona la speranza, solleva lo spirito e fa ricorrere alla spiritualità, che è alla base della nostra vita, allontana i sensi di colpa e di autocommiserazione, aiuta a sconfiggere le dipendenze e permette di evitare l'eccessiva auto indulgenza conferendo la capacità di giudicare serenamente. Calma le tempeste emotive, anche in situazioni di potenziale pericolo.

E' di giovamento contro le paure eccessiva e lo stress e la sua energia è di tipo ricettivo ed è associata a Giove e a Nettuno e collegata all’ elemento Acqua.

Creazioni

martedì 29 aprile 2014

Collana Girasole

Buon pomeriggio a tutti, cari amici miei! Come state?
Sono tornata e mi sono appena resa conto che latito, con i miei post e le mie creazioni, dall' 8 aprile...! Mi dispiace non riuscire ad essere più attiva sul mio blog, ma le mie tempistiche di creazione e di pubblicazione ultimamente non coincidono molto. Mi rammarico di non dedicarmi come vorrei, alla mia fantasia e alle mie interazioni con voi sul mio spazio virtuale. E mi rammarico di non riuscire a portare a termine in poco tempo la quantità industriale di progetti che affollano la mia creatività!
Oggi, desidero mostrarvi una creazione nata dal restyling di un vecchio progetto, che è stata scelta come regalo per un matrimonio... sono rimasta lusingata dal fatto che sia stata ritenuta all' altezza di questo ruolo e ho ricevuto moltissima soddisfazione nel consegnarla alla festeggiata, che ne è stata entusiasta. Desidero, inoltre, ringraziare tutte coloro hanno riposto fiducia nella mia creatività, proponendo uno dei miei gioielli.
Il modello richiama quello della mia precedente creazione con l' ematite, ma, in questo caso, il fiore costituisce un pendente a sé stante e il cinturino è smontabile da esso; la pietra centrale è un diaspro rosso e, a tal proposito, vorrei rammentarvene le proprietà.
Il diaspro è una pietra opaca e compatta molto comune, appartenente alla famiglia dei quarzi, che presenta diversi colori (dal rosso al verde, al giallo e marrone) a seconda delle inclusioni di diverse sostanze estranee.
È di origine secondaria e deriva dalla deposizione di silice direttamente da acque in rocce argillose o sabbiose.
Durante la progressiva trasformazione in quarzo, le fini particelle di argilla e sabbia rimangono intrappolare nel diaspro in formazione, causandone l’opacità e i disegni superficiali che lo caratterizzano.
Può anche avere una origine organica in seguito all’ accumulo di radiolari o spugne. I giacimenti più antichi, secondo Plinio il Vecchio, si trovavano in Etiopia, a Cipro e  India; oggi i più importanti sono in Brasile, in Australia e in India, mentre In Italia il diaspro si trova in Tirolo, in Toscana e in Liguria.
Il diaspro rosso è associato all' elemento fuoco ed è collegato al secondo Chakra, dell' addome; il suo nome è di origine persiana e nell’ antichità indicava quello che oggi chiamiamo quarzo. I primi ad usarlo, nelle sue diverse varietà, sono stati gli Ittiti e, successivamente, gli Egiziani, i Fenici e gli Etruschi, mentre i Cinesi l’annoveravano fra le pietre Yu, ovvero le “pietre sacre”.
Nel Medioevo, Ildegarda di Bingen, una delle scrittrici medievali più famose, nonché filosofa e scienziata, nel suo trattato “Physica” definisce il diaspro in tal modo: “Il diaspro cresce quando il sole, dopo l’ora nona, volge ormai al tramonto. Viene riscaldato dall’ ardore solare, tuttavia è più d’aria che di acqua o di fuoco".
 Secondo la religiosa benedettina, è un rimedio per il dolore al cuore e per i sogni turbati: per quanto riguarda il primo problema, si deve mettere la pietra fredda sul petto fino a quando il calore del corpo non l’abbia riscaldata e la procedura va ripetuta sino a quando non si sta meglio; per i sogni turbati, invece, bisogna tenere la pietra accanto a sé mentre si dorme e il suo influsso renderà il sonno sereno.
Anticamente al diaspro veniva attribuita la virtù di neutralizzare qualsiasi tipo d’incantesimo.
Gli Indiani d’America lo usavano nei riti per far cadere la pioggia, da qui il nome di “portatore di pioggia”, mentre gli antichi egizi consideravano il diaspro sanguigno l’emblema del sangue della dea Iside e lo utilizzavano come amuleto sotto forma di scarabeo.
Nel Medioevo, invece, era considerata la pietra dei guerrieri e, a questo proposito, nella “Saga dei Nibelunghi” si narra che nell’ impugnatura della spada di Sigfrido vi fosse incastonato un diaspro.
Sul piano fisico il diaspro rosso è benefico perché stimola la circolazione dell'energia nell'organismo, protegge dalle malattie e rafforza il corpo, eliminando la stanchezza e l' apatia; inoltre regola il flusso mestruale e influisce positivamente sugli organi genitali.

Sul piano psichico, denominato “la pietra guerriera”, promuove l' azione, il coraggio, la combattività, la risolutezza e la volontà aiutando il soggetto a perseguire i propri scopi e a ottenere il raggiungimento dei propri obiettivi, superando gli ostacoli. Inoltre rafforza l' onestà, placa il senso di colpa e apre all' amore, favorendo l' equilibrio sessuale.
Augurandomi che questa creazione porti tanta fortuna alla sposa novella e, indirettamente, anche a voi che la guardate nelle foto, mi riprometto di tornare presto con una nuova collana che sto completando! Work in progress! ;)

martedì 8 aprile 2014

Amuleto con ematite e giada

Oggi desidero mostrarvi una collana amuleto che ho realizzato per me stessa... la lavorazione assomiglia a un fiore e i colori sono molto primaverili. Ultimamente sentivo l' esigenza di qualcosa di verde, colore che amo molto, e ho pensato di abbinarlo a un bel grigio perla, che richiama la tonalità dell' ematite da me incastonata, e a un verde acqua, che si intona, invece, alle perle di giada.
A tal proposito voglio raccontarvi le proprietà dell' ematite, una pietra che finora avevo utilizzato poco, ma che da sempre mi affascina.
L' ematite è un minerale del ferro e il suo nome deriva dal colore rosso, che talvolta la sua polvere assume; è una pietra legata al pianeta Plutone e la sua lucentezza metallica nasconde, al suo interno, una componente rossa scura. E' una pietra a specchio, apparentemente simile all' acciaio e gli antichi popoli del Mediterraneo ritenevano fosse una potente protezione durante le battaglie e che realizzasse le preghiere rivolte agli dei.
L' ematite affascina chi la possiede e ne esalta il carisma, la volontà e il coraggio, infondendo concretezza e razionalità; assorbe l' energia in eccesso ed è, pertanto, un rilassante e un antidoto al nervosismo e all' irascibilità. Aumenta la capacità di autocontrollo, l' ordine mentale, l' equilibrio psichico e conferisce dinamismo e praticità. Aiuta a stare coi piedi per terra.
Minerale dalla forza terrena, è consigliata negli stati confusionali e quando non si riesca a prendere una decisione e corrisponde al I Chakra. Volendo la si può utilizzare nella meditazione, per favorire il radicamento alla Terra, ponendola accanto alla pianta dei piedi. Depura l' organismo e vince tutte le infezioni del sangue, lo fluidifica e combatte l' anemia, coagula le ferite e riattiva la circolazione. Produce un effetto benefico anche su milza e fegato e aumenta la resistenza allo stress.
L' ematite è una pietra che si rigenera e si guarisce da sola: se la si graffia e ci si strofina sopra un dito, il graffio sparisce! Per questo motivo è un potete antidoto alle malattie. Dal punto di vista rigenerativo aiuta anche sul piano morale e spirituale, infatti, così come cura il corpo facendolo ripartire da zero, consente di riprendere in mano la propria vita e di darvi una svolta, migliorando le proprie condizioni esistenziali.
Aiuta le donne in gravidanza, nell' allattamento e in caso di dismenorrea; l' ideale sarebbe portare una pietra di ematite al collo, tipo ciondolo o collana.
Per quanto riguarda la giada, invece, essa è un silicato. Confucio la chiamava "lo specchio dell'integrità anima-mente" in quanto riteneva che potesse aiutare l'uomo a prendere decisioni con determinazione e sicurezza. Sulla giada esiste una ricca tradizione di leggende orientali, tanto che in Cina si usa ancora donare un oggetto di giada ad un nascituro, come protezione ed augurio di prosperità.
Il termine giada indica due tipi di materiali: la nefrite che appartenente al gruppo degli anfiboli, e la giadeite che appartiene al gruppo dei pirosseni. Questi materiali furono utilizzati , fin dall'antichità, per produrre manufatti, armi ed oggetti ornamentali. La nefrite può presentare varie tonalità di colori: dal nero al verde scuro, dal marrone al giallo e al bianco. La giadeite, invece, può essere verde, gialla, porpora, rosa, bianca, arancio, bluastra, marrone e grigia. La più ricercata è quella verde brillante, conosciuta come giada imperiale. Nefrite e giadeite sono formate da cristalli molto compatti, tenaci ed elastici che possono resistere ad elevati valori di pressione. Esse si formano dal processo di metamorfosi delle rocce ignee, basiche e ultrabasiche, a basse temperature e basse pressioni. 
I principali luoghi di giacitura si trovano nella Cina centrale, Urali, Siberia, Birmania,Tibet, Messico, Sud-America, Isole Britanniche.
Nel caso di questa creazione la giada che ho scelto è la nefrite.
La giada è una pietra femminile, legata all' elemento acqua e al IV Chakra, quello del cuore e il suo nome deriva dallo spagnolo pedra de ijada, ossia “pietra dei fianchi”, dal momento che possiede un potere benefico sui lombi e sui reni e risale al tempo della conquista spagnola dell’America centrale, dove questa pietra era molto apprezzata e lavorata finemente.
Nell’antica Cina la si usava per fabbricare le urne, perché si credeva che avesse il potere di impedire la corrosione e di scacciare gli spiriti maligni. Nella letteratura cinese tradizionale, l’oro e la giada sono spesso menzionati insieme e sono considerati simboli di ricchezza. Anche oggi, il prezzo della giada di buona qualità vale quanto un pezzo d’oro dello stesso peso.
Le proprietà benefiche di questo prezioso minerale agiscono sull' apparato genitale femminile, sul cuore e sul fegato; come l' ematite, riattiva la circolazione e fluidifica il sangue e in più aumenta il sistema immunitario. Riequilibra tutto l' organismo e stimola l' attività dei reni. 
Sul piano psichico infonde serenità e rilassatezza, calma gli animi turbati e scaccia le paure, induce al rinnovamento e aiuta a prendere le giuste decisioni. Rende compassionevoli e dona modestia e chiarezza di idee.
Dal mio punto di vista, l' abbinamento di ematite e giada, in questa creazione, non poteva essere più azzeccato, viste le proprietà simili e complementari di queste due splendide e preziose pietre!


venerdì 28 marzo 2014

Con l' agata rosa...

La creazione di questo fine settimana primaverile è una collana di Aprile... i colori un po' onirici (ricordiamoci che ad Aprile è dolce dormire) e la lavorazione serpentina la rendono molto luminosa e floreale e adatta ad una giornata e ad uno stato d' animo gioiosi e solari.
I fili bianchi, rosa antico e rosso bordeaux, riprendono i colori della pietra a goccia, intorno alla quale sono intrecciati: un' agata rosa e trasparente dalle profilature lattee; inoltre, il quarzo ialino, di cui sono fatte le tre perle, incastonate nelle volute, donano ulteriore luminosità alla creazione.
La sinuosità dei contorni e del cinturino, contrasta con la geometricità di una parte della lavorazione, rendendo la composizione più dinamica e variegata: l' intenzione è che lo sguardo, osservandola, non si annoi mai!
Per quanto riguarda le proprietà dell' agata e del quarzo ialino, desidero rimandarvi ai diversi post precedenti, nei quali le ho descritte; in ogni caso, per chi non avesse tempo e voglia di scorrere le mia pagine, vi ricordo che l' agata è un quarzo che infonde coraggio e rilassa ed è una pietra femminile.
Nella sua variante rosa favorisce l' introspezione e l' autocritica e facilita il pensiero logico e razionale.
Il quarzo ialino, o cristallo di rocca, come da me ricordato più volte, è la pietra dei maghi che favorisce la connessione con l' energia cosmica, riequilibra i pensieri e induce serenità e benessere.
La chiusura di questa collana è argentata e lavorata ed avviene per mezzo di un moschettone.
Ho scattato una delle fotografie contro luce, in modo che possiate vedere la trasparenza dell' agata e del cristallo.
E' una creazione che ho realizzato completamente a mano e, aggiungerei, con molta pazienza... mi ha dato moltissima soddisfazione vederla conclusa  e poterla postare nel mio blog! Spero vi piaccia!
Un abbraccio a tutti,
- Aquilegia Azzurra-



Creazioni

venerdì 14 marzo 2014

Collana Nettuno

Ciao a tutti, care amiche e amici,
questo fine settimana desidero mostrarvi la mia ultima creazione... una collana che ho chiamato "Nettuno" per i suoi colori oceanici e perché l' agata blu,se osservata in controluce, mi ricorda molto un fondale marino : con un po' di fantasia ci si può immaginare sdraiati nell' abisso a guardare la luce penetrare nell' acqua, schiarendola fino a dove le è concesso.
I fili che ho utilizzato per la lavorazione sono color ceruleo e azzurro e riprendono i colori della pietra; i motivi laterali, discretamente asimmetrici, imitano le onde del mare intorno a due perle di onice e il cinturino, modellato ad anfora si armonizza, con curvilinea grazia, al cuore arricciato che si allunga alla base del pendente. Nelle due volute di quest' ultimo due perline polaris azzurre caratterizzano due punti luce.
La chiusura è in metallo dorato.
Per quanto riguarda le proprietà dell' agata desidero riportarvene una descrizione, che realizzai in occasione di una mia precedente creazione.
Le qualità  più  importanti di questa stupenda pietra sono tre: è inalterabile nel tempo, è dura e lavorabile.
L’unicità estetica di queste gemme ha fatto in modo che adornassero i gioielli più preziosi, sigillassero i più importanti editti, e fossero citate nei testi più sacri, scritti dalla mano dell’uomo.
Il nome Agata, proviene dal greco Achates, antico nome del fiume siciliano Dirillo dove nei tempi antichi se ne rinvenivano moltissime.
L’agata è una pietra femminile, protettrice delle gravidanze, che infonde coraggio e rilassa, donando audacia ed ottimismo, e favorisce anche gli stati meditativi.
Le culture antiche pensavano che l’agata fosse una manifestazione del soprannaturale ed era considerata una pietra sacra; Plinio sosteneva che rendesse invincibili gli atleti.
L'agata conferisce, inoltre, la capacità di trarre ispirazione da grandi entità spirituali e, secondo la tradizione, chi la porta vede ogni incantesimo e non può subirne i malefici; viene usata con scopi metafisici principalmente per purificare e stabilizzare l'aura.
L’agata è una pietra di bassa intensità e dalle frequenze vibrazionali molto lente, qualità benefica perché valorizza la capacità di stabilizzare e consolidare connessioni durature.

Porta equilibrio emotivo, mentale e fisico e aiuta a prendere nuove iniziative, ispirando fiducia e speranza.
Favorisce la capacità di comunicare, promuove la consapevolezza ed aiuta ad affrontare le situazioni critiche. 
L'agata dona pacatezza, chiarezza e introspezione e stimola la persona a trovare in sé le risposte alle proprie domande. Favorisce l'ascolto, l'auto-osservazione e la revisione critica delle proprie esperienze. Promuove la crescita spirituale.

L'Agata blu viene consigliata per aumentare la resistenza fisica, rinforzare il sistema immunitario e contrastare i veleni. Si dice che aumenti il buonumore e che doni la pace e la serenità.
Cosa ne pensate di questo mio ultimo gioiello? Il pezzo è unico e, come sempre, realizzato completamente a mano: 100% handmade macramè. 



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